Le disfunzioni sessuali femminili: comprendere un tema complesso tra corpo, ormoni e benessere psicologico

GOLDONI STEFANO • 23 dicembre 2025
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Le disfunzioni sessuali femminili rappresentano un ambito medico di grande rilevanza, ancora oggi spesso sottovalutato o vissuto con difficoltà dalle pazienti. Si tratta di condizioni eterogenee che possono interessare il desiderio, l’eccitazione, l’orgasmo o la presenza di dolore durante i rapporti, con un impatto significativo sulla qualità della vita, sull’autostima e sulla relazione di coppia.

Affrontare questi disturbi con un approccio scientifico, empatico e multidisciplinare è fondamentale per superare tabù e offrire soluzioni personalizzate.

Cosa si intende per disfunzione sessuale femminile

Secondo le classificazioni internazionali (DSM-5 e ICD-11), le principali disfunzioni sessuali femminili includono:


  • Disturbo del desiderio sessuale ipoattivo, caratterizzato da riduzione o assenza persistente del desiderio;
  • Disturbi dell’eccitazione sessuale, con difficoltà nella lubrificazione e nella risposta genitale;
  • Disturbo dell’orgasmo, con ritardo o assenza dell’orgasmo;
  • Disturbi dolorosi, come dispareunia e vulvodinia.


Studi epidemiologici indicano che fino al 40–45% delle donne sperimenta almeno una forma di disfunzione sessuale nel corso della vita, con un aumento della prevalenza dopo i 40 anni.

Le cause: un equilibrio delicato tra biologia e psiche

Le disfunzioni sessuali femminili sono il risultato di una complessa interazione tra fattori organici, ormonali, psicologici e relazionali.


Fattori biologici e ormonali


  • Riduzione degli estrogeni, tipica della menopausa
  • Alterazioni androgeniche, che influenzano il desiderio sessuale
  • Patologie ginecologiche o endocrinologiche
  • Effetti collaterali di farmaci (antidepressivi, contraccettivi, antipertensivi)


Fattori psicologici e relazionali


  • Ansia, depressione e stress cronico
  • Esperienze sessuali negative o traumatiche
  • Problemi di comunicazione nella coppia



La letteratura scientifica sottolinea come l’aspetto psicologico giochi spesso un ruolo centrale, anche in presenza di una base organica.

Diagnosi: ascolto, valutazione e personalizzazione

La diagnosi delle disfunzioni sessuali femminili richiede tempo e competenze specifiche.


È fondamentale:

  • Un’anamnesi sessuologica approfondita
  • La valutazione ormonale mirata
  • L’esclusione di patologie ginecologiche o sistemiche



L’ascolto attivo della paziente rappresenta uno degli strumenti diagnostici più importanti.

Approccio terapeutico: dalla terapia medica al supporto sessuologico

Non esiste una terapia unica valida per tutte le donne. Il trattamento deve essere individualizzato e può includere:


  • Terapie ormonali locali o sistemiche
  • Farmaci mirati al desiderio sessuale, quando indicato
  • Trattamenti locali per il dolore vulvo-vaginale
  • Supporto psicologico e sessuologico



L’approccio multidisciplinare, che coinvolge ginecologo, andrologo e sessuologo, è oggi considerato il gold standard.

Un percorso condiviso verso il benessere sessuale

La salute sessuale è parte integrante del benessere generale. Ignorare o minimizzare un disturbo sessuale significa rinunciare a una componente essenziale della qualità della vita. Promuovere una corretta informazione e favorire l’accesso a specialisti qualificati permette alle donne di riappropriarsi del proprio benessere sessuale.


Affrontare una disfunzione sessuale femminile non significa “medicalizzare” la sessualità, ma prendersi cura della persona nella sua globalità. Se stai vivendo difficoltà nella tua vita sessuale o desideri un confronto specialistico, rivolgerti al Dottor Stefano Goldoni significa affidarti a un professionista attento, aggiornato e orientato al benessere della coppia, con un approccio scientifico e rispettoso.

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