La vita sessuale dopo il trattamento per tumore prostatico: recuperare intimità, funzione e qualità della vita

GOLDONI STEFANO • 23 dicembre 2025
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Il tumore della prostata rappresenta una delle neoplasie più frequenti nella popolazione maschile adulta. Grazie ai progressi della diagnosi precoce e delle terapie, oggi le percentuali di sopravvivenza sono molto elevate. Tuttavia, uno degli aspetti che più spesso preoccupa i pazienti riguarda la vita sessuale dopo il trattamento: un tema delicato, complesso e ancora troppo poco affrontato apertamente.



Parlare di sessualità dopo un tumore prostatico significa parlare non solo di erezione, ma anche di identità maschile, autostima, relazione di coppia e benessere psicofisico globale.

Perché il tumore prostatico può influenzare la sessualità

La prostata è un organo profondamente coinvolto nei meccanismi dell’eiaculazione e si trova in stretta relazione anatomica con i nervi cavernosi, responsabili dell’erezione. I principali trattamenti oncologici possono interferire con questi delicati equilibri:


  • Prostatectomia radicale: può determinare disfunzione erettile a causa di danni diretti o indiretti ai fasci neurovascolari;
  • Radioterapia: può provocare alterazioni vascolari progressive e fibrosi dei tessuti erettili;
  • Terapia ormonale androgeno-deprivativa: riduce drasticamente i livelli di testosterone, con calo del desiderio sessuale, disfunzione erettile e affaticamento.


Secondo la letteratura scientifica, fino al 60–70% degli uomini può sperimentare una qualche forma di disfunzione sessuale dopo il trattamento, con percentuali variabili in base all’età, al tipo di terapia e alle condizioni sessuali preesistenti.

Disfunzione erettile post-trattamento: non è un destino irreversibile

La disfunzione erettile rappresenta la problematica più frequente, ma non deve essere considerata definitiva. Numerosi studi dimostrano che il recupero della funzione sessuale è possibile, soprattutto se si interviene precocemente con un percorso di riabilitazione sessuale andrologica.


Tra le strategie più utilizzate:


  • Inibitori della fosfodiesterasi di tipo 5 (PDE5i), come sildenafil o tadalafil;
  • Terapie iniettive intracavernose;
  • Dispositivi a vuoto (vacuum device);
  • Onde d’urto a bassa intensità, con evidenze crescenti sul miglioramento della vascolarizzazione peniena.


L’obiettivo non è solo ottenere un’erezione, ma preservare l’ossigenazione dei tessuti cavernosi, prevenendo la fibrosi e favorendo il recupero funzionale nel tempo.

Eiaculazione, orgasmo e fertilità: cosa cambia

Dopo prostatectomia radicale, l’eiaculazione non è più presente, poiché prostata e vescicole seminali vengono rimosse.

Tuttavia, è importante sottolineare che:


  • L’orgasmo può essere comunque percepito, anche in assenza di eiaculato;
  • La sensibilità può risultare diversa, ma non necessariamente meno intensa;
  • La fertilità naturale non è più possibile, ma in alcuni casi è possibile ricorrere alla crioconservazione del seme prima del trattamento.


Questi aspetti devono essere affrontati con chiarezza e sensibilità già nella fase pre-terapeutica.

Il ruolo del testosterone e della terapia ormonale

La terapia ormonale, spesso utilizzata nei tumori prostatici più avanzati, comporta una riduzione marcata del testosterone.

Dal punto di vista andrologico questo si traduce in:


  • Riduzione del desiderio sessuale
  • Calo dell’energia e della massa muscolare
  • Peggioramento dell’umore e della qualità del sonno



La gestione di questi effetti collaterali richiede una valutazione specialistica individualizzata, che tenga conto del quadro oncologico e del benessere globale del paziente.

Sessualità, coppia e dimensione psicologica

La vita sessuale dopo un tumore prostatico non riguarda solo il corpo, ma anche la mente e la relazione.


Ansia da prestazione, paura di non essere più “all’altezza” e difficoltà comunicative sono frequenti.

Il coinvolgimento del partner e, quando necessario, il supporto psicosessuologico possono fare la differenza nel recupero dell’intimità e della complicità.

Un percorso possibile, non una rinuncia

Affrontare la sessualità dopo il trattamento per tumore prostatico significa intraprendere un percorso di cura, non rassegnarsi a una perdita.


L’andrologo svolge un ruolo centrale nel:

  • Valutare precocemente le conseguenze funzionali;
  • Impostare programmi di riabilitazione sessuale;
  • Offrire soluzioni personalizzate e basate su evidenze scientifiche.


Se stai affrontando o hai affrontato un trattamento per tumore prostatico e desideri recuperare una vita sessuale soddisfacente, rivolgerti al Dottor Stefano Goldoni può rappresentare il primo passo verso una nuova normalità, fatta di consapevolezza, supporto medico e qualità della vita. Prenota una visita per un’analisi personalizzata.

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