HPV: Un virus sempre più di moda

Tra le Malattie Trasmesse Sessualmente (MTS) a più ampia diffusione troviamo il virus del Papilloma umano (Human Papillomavirus) .

Questo è stato oggetto di una recente campagna mediatica perchè, essendo responsabile del tumore della cervice uterina, la sua diffusione e le patologie ad esso correlate si possono prevenire con la vaccinazione.

Questo virus determina molte altre patologie sia benigne che maligne, oltre al tumore della cervice.

Tra le più frequenti troviamo i condilomi, che sono neoformazioni che hanno origine dalla cute della zona genitale e dai genitali stessi che, però, non vanno, generalmente, incontro a trasformazione maligna ma devono essere trattati per la loro contagiosità e recidiva.

Negli ultimi anni si è visto anche che l' HPV è un possibile cofattore nello sviluppo di alcuni tumori dell'orofaringe (gola), correlabili alla pratica del sesso orale.

Inoltre, e più frequentemente nella popolazione omosessuale, si è notata una correlazione con il tumore dell'ano.

Molte evidenze hanno focalizzato l'attenzione dei ricercatori anche sulla correlazione con il tumore del pene.

Questo virus, infatti, ha una capacità propria di inserirsi nel DNA delle cellule dell'ospite infettato ed attraverso meccanismi molecolari, determinare lo sviluppo dei tumori.

Recentissime evidenze da studi ancora pilota hanno correlato la presenza dell'HPV con il tumore della vescica.

Tali studi sono ancora agli inizi ma la strada sembra quella buona.

La terapia di un infezione da Hpv purtroppo non esiste, esiste solo la terapia delle complicanze che può dare (si cura il tumore che ha indotto). L'unica arma che abbiamo ad oggi a disposizione è la vaccinazione.

Inoltre, bisogna ricordare che, essendo un virus che infetta tutta la cute della zona genitale, la trasmissione non è sempre prevenuta dall'utilizzo del profilattico.

Per adesso la vaccinazione è limitata alle sole donne ma probabilmente l'estensione di tale vaccinazione anche ai maschi potrà essere la chiave di volta della lotta contro l'HPV e le malattie ad esso correlate.

Malattie a trasmissione sessuale: cosa sapere

Le malattie a trasmissione sessuale (MTS) rappresentano ad oggi una vera e propria “emergenza” socio-sanitaria.

Alcuni fattori socio-demografici hanno fatto sì che negli ultimi anni si assistesse ad un loro rapido aumento in termini di frequenza e prevalenza. I flussi immigratori e, soprattutto, la scarsa conoscenza di esse sono alcuni dei principali.

Nell'immaginario collettivo, quando si parla di MTS si pensa subito ad HIV ma per fortuna questo virus ne è la minima parte.

Le più diffuse sono Chlamydia trachomatis, Herpes ed HPV.

Non si tratta solo di un problema di frequenza e di diffusione, il reale problema sono le complicanze che possono dare queste infezioni.

Per quanto riguarda Chlamydia, infatti, è stato dimostrato che questo microrganismo può determinare infezioni croniche persistenti a livello delle vie genitali non solo femminili ma anche maschile e portare alla riduzione della fertilità nel giovane maschio.

Inoltre, Chlamydia è stata correlata ad una forma di prostatite cronica molto difficile da eradicare.

Negli ultimi periodi, infatti, abbiamo assistito ad un incremento di queste patologie Chlamydia correlate con conseguente riduzione della qualità di vita dei giovani.

La trasmissibilità di queste germe è molto alta e la diffusione anche.

Queste caratteristiche sono dovute al fatto che nel 50% degli uomini e nel 70% delle donne tale infezione può essere asintomatica.

Un'altra categoria di microrganismi che spesso si associano ad infezione da Chlamydia sono i Micoplasmi. Questi sono microrganismi molto piccoli, capaci di determinare infezioni persistenti e croniche nelle vie genitali soprattutto femminili e portare alla riduzione della capacità fertile.

Le terapie ci sono e sono nella maggior parte efficaci ma il vero banco di prova è la diagnosi. Trattandosi di microrganismi a trasmissione sessuale la miglior arma per la prevenzione è l'utilizzo del profilattico nei rapporti a rischio, sia etero che omosessuali, poiché il trofismo di questi batteri è stato dimostrato anche per il canale anale.

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